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Le terre dei Pallavicino
IL TERRITORIO DI BUSSETO

stemma pallavicino
Busseto:
ricca di storia e di tradizioni. Divenne nel mille Stato Pallavicino e nel 1533 l'imperatore Carlo V le conferì il titolo di città. E' nota nel mondo per essere la patria di Giuseppe Verdi, il "Cigno di Busseto" che nacque nella frazione di Roncole.
Situata a 38 Km dal capoluogo provinciale e a 12 dal casello autostradale di Fidenza, il Comune di Busseto ha un'estensione di Kmq 76,44, comprende le frazioni di Sanboseto, Roncole, Frescarolo,Consolatici, Superiore e Inferiore e conta 6.901 abitanti.
La vocazione agricola si sposa con una rilevante presenza di caseifici, salumifici e industrie conserviere. Ma contribuiscono anche all'economia del Paese l'esistenza di numerose imprese industriali e artigianali e il turismo legato al nome di Verdi e a manifestazioni quali il Carnevale bussetano, la Stagione lirica e musicale estiva, il Concorso internazionale voci verdiane.
Grande attrattiva turistica hanno infatti i luoghi verdini : alle Roncole la casa nativa ; a Busseto il salone di casa Barezzi e il Palazzo Orlandi e l'ottocentesco teatro che porta il suo nome ; a Sant'Agata le villa in cui nacquero tanti capolavori musicali.

Ma numerosi e significativi sono gli edifici di valore storico e artistico : dalla Rocca, attualmente sede del Municipio, al Palazzo del Monte di Pietà in cui si trova la splendida Biblioteca del Monte; dalla Collegiata di San Bartolomeo a Villa Pallavicino, in cui è allestito il Museo Civico, e alla chiesa di Santa Maria degli Angeli.

cartina bassa parmenseIl Culatello di Zibello è il più importante "marcatore di cultura" delle terre parmensi che costeggiano il grande Fiume Po, terre caratterizzate da una storia alimentare plurimillenaria. Un intreccio di storie alimentari, gastronomiche ed artistiche si rifanno ai poli che si sono succeduti, amalgamandosi, nelle terre parmigiane che costeggiano il Po e che con le loro culture ne hanno plasmato e trasformato il territorio.

Si va dagli ancora misteriosi popoli delle terramare che già cacciavano il maiale selvatico, ai Celti che svilupparono la cultura del maiale e la salagione delle sue carni; dagli Etruschi prima e dai Romani poi che si dedicarono alle tecnologie della maturazione delle carni suine salate, ai Longobardi che affinarono le tecniche di cottura delle carni suine fresche e salate, anche attraverso le cotture multiple.

(da Elogio del Culatello - Il salume dei Re - Tra storia letteratura e gastronomia .Editore Grafiche STEP . Realizzazione del Consorzio del Culatello di Zibello)
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